giovedì 27 gennaio 2011

LA BELLEZZA E' DONNA (2)

Sono celibe e questo è un privilegio. Perché posso amare, come amo, tutte le donne. Non ho ragioni di Stato (leggesi matrimonio e famiglia) che mi incatenino. Amo liberamente e liberamente giaccio con migliaia e migliaia di donne. Nessun libertino mi può eguagliare. In verità con ho nulla da spartire con libertini e dongiovanni, tutti schiavi di Eros. Questo Dio che dà la vita e promette la morte (thanatos) io l'ho sconfitto, da sempre. Da sempre sono oltre Eros, ragione per la quale godo di un amplesso universale, ove la mia virilità è eternamente ed estaticamente accolta dalla femminilità. Quell'accoglimento che è fonte inesauribile di piacere ed insieme è il suo superamento.
Perché solo così l'estasi dei sensi non produce sviamento, deiezione, alienazione del sé. Perché solo così all'estasi dei sensi è impedito il nascondimento della bellezza, compagna inseparabile della verità. Ed ecco che il piacere dei sensi è unito alla meraviglia per la bellezza della donna, ad uno stupore che non si riesce a descrivere. L'indicibile conservato nel mistero della donna si ritrova, non a caso, nella impossibilità a trovare nel linguaggio le parole atte a descrivere lo stato di un necessario oltrepassamento di sé. Tuttavia questo indicibile è pur sempre segno che, attraverso la bellezza muliebre, indica la ineluttabilità dell'Oltre. (segue)

Alberto Re

MONALISA

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